ON STAGE
E’ sempre difficile presentare uno spettacolo di Lucio Gardin, perché è un comico puro, che ama l’improvvisazione, e quindi introducendo i suoi spettacoli c’è sempre il rischio di essere smentiti da quello che farà poi sul palco. Per farlo meglio possiamo usare le parole di altri. "Un comico con un senso del ritmo straordinario, un poeta garbato, ma capace di affondare le parole nella satira..." Così è stato descritto dal TG5 quando ha vinto il Festival Nazionale del Cabaret a Torino, mentre qualche anno fa il Corriere l'ha descritto “Uno dei migliori comici in circolazione, cui manca soltanto la consacrazione televisiva...”. Ma Gardin della consacrazione televisiva è sempre riuscito a farne a meno.
I suoi spettacoli sono un bombardamento di battute, che spaziano dalla satira di costume al calembour più divertente. Gardin non si sofferma mai sullo stesso argomento per più di dieci minuti, e i temi trattati sono molteplici e cambiano con velocità spasmodica, nello stile tipico degli stand up americani. Si parte dalla crisi economica per poi, in pochi istanti, passare all’incapacità di comunicare tipica della nostra epoca, alla tecnologia, agli anziani al volante, a un parallelismo sui comportamenti nelle varie regioni italiane, al rapporto uomo-donna, a uno spassosissimo calembour con la toponomastica del luogo, ecc.
Essendo prima che comico, un autore, Gardin ama spesso preparare gli spettacoli con battute ad hoc sul posto o sulla situazione in cui si esibisce. E’ probabile il background di autore e giornalista a consentirgli un umorismo completo, a 360 gradi, una comicità a volte di testa e altre di pancia. Con una mimica fuori del comune a supporto di testi che non sono mai volgari, di battute alle volte infantili e altre elaborate, ma sempre caustiche e sagaci che travolgono letteralmente il pubblico. Il suo modo originale di stare sul palco, a tratti aggressivo e sincopato, a tratti modulato e garbatamente poetico, rende difficile trovare un suo omologo tra i comici italiani.

Lucio Gardin e Adriana Volpe


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