Cortometraggi

 Le Signeur du Temp – Una nuova vita è una cagata pazzesca!

Il mediometraggio “Una Nuova Vita” è stato girato tra il monte Bondone e il lago di Tovel a budget ridottissimo. In pratica l’hanno realizzato due persone: Lucio Gardin (regista, sceneggiatore, costumista, truccatore, attore, produttore esecutivo, casting, trovarobato, macchinista, ufficio stampa, ecc.) e Claudio Nicolodi (operatore, aiuto regista, montatore, runner, tecnico audio, direttore della fotografia, titolista, compositore della colonna sonora, ecc.). L’unica voce di cui non si sono occupati loro, è la location delle riprese. Infatti, il film termina con un ringraziamento: “Si ringrazia Dio per la scenografia”.

Questa premessa è doverosa per comprendere maggiormente il valore di un progetto nato senza grandi pretese, ma che è riuscito ad affacciarsi alle più importanti vetrine nazionali.
– Finalista al Festival Nazionale AMBIENTE IN CORTO di Frosinone
– Finalista al Festival Internazionale CORTOCINEMA di Pistoia
– Finalista al Festival Nazionale IL CORTO.IT di Roma
– Vincitore 1° premio categoria lungometraggi alla 9° edizione del VIDEO FESTIVAL DI IMPERIA (in concorso, 840 opere provenienti da 63 nazioni).

Le recensioni (presenti sul retro del DVD e riportate in calce), dimostrano che la forza del film non è l’aspetto tecnico e neanche la traccia stilistica, ma un mix di tre elementi: semplicità, umorismo e poesia. Per queste caratteristiche, il film è stato proiettato anche in vari istituti scolastici, e ne è stato realizzato un DVD audio descritto per disabili visivi e sottotitolato per non udenti.

Ora, l’obiettivo è realizzare un film per le sale, con la stessa poesia ma con una maggiore attenzione tecnica. Un film che promuova la montagna trentina e ne trasmetta la bellezza. Quello che per Roma è “La grande bellezza” di Sorrentino e prima ancora è stato “Vacanze Romane” di Wyler.
Spero di riuscirci!

RECENSIONI

Un fil che fa sorridere e anche riflettere sui grandi cambiamenti ambientali e sociale che stiamo vivendo, e pone in evidenza la consapevolezza della necessita’ di arrestare un percorso di perdita dellamemoria
Egidio Bonapace

Un fiml poetico, realizzato con grande sensibilitita’, che nei toni e nei dialoghi tra nonno e nipote mi ha ricorato la vita e bella di Benigni.
Paolo Milani

Piu’ che un film una metafora, che dimostra con straodinaria semplicita’ e sottile ironia quanto poco basti per migliorare la qualit’ della nostra vita.
Massimo Zorzi
Un fiml divertente ma acnhe commuovente, che sulle orme della fantazia porta lo spettaore dentro la natura, con lo sfondo incontaminato, oleografico magnificente, di laghi e montagne. Manca solo di sentire il vento rta i capelli, di odorare il rofumo della fienagione e la metamorfosi è completa.
Claudio Libera

Un film che si dipana tra momenti di comicita’ pura, quasi infantile, e profonde rilessioni sul tema della vita. In alcuni passaggi il nonno mi ha fatto venire alla mente charles chaplin. Ci ho trovato la stessa poesia e lo stesso sorriso velato di malinconia.
Claudia Fedrizzi

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La gabbia

Diario di una trappola


E’ un film di 15 minuti che tratta da un punto di vista originale un tema molto sentito del nostro tempo, la Ludopatia, con il linguaggio coinvolgente dell’ironia.
FINALISTA al Festival Nazionale il CORTO.IT di Roma
FINALISTA al Festival Nazionale AMBIENTE IN CORTO di Frosinone
FINALISTA al Festival Internazionale CORTOCINEMA di Pistoia
PREMIATO al FESTIVAL INTERNAZIONALE ALBEROANDRONICO di Roma.Il corto è stato proiettato in teatri e istituti scolastici davanti a molti studenti delle scuole medie ed elementari, ed utilizzato in meeting e incontri sociali volti alla sensibilizzazione verso il tema della dipendenza da gioco.

RECENSIONI

Il film disegna perfettamente una famiglia felice, distrutta dalle slot da Bar! Il finale lascia capire che una sana confessione in casa, può ancora salvare tutto. Fotografia stupenda, comicità sottile e perfettamente allineata alla trama.
Roberto Valentino 

Ben girato, belle location e ottima la fotografia. Sceneggiatura forte ed incisiva. Interpretazione impeccabile. Penso che dovrebbe essere proiettato nelle scuole, negli ospedali e, ideale, nei cinema prima dei film perché la causa è più che nobile ed il fenomeno sta assumendo sempre più gravi dimensioni sociali.
Luca Manghi

Semplice, lineare e poi tratta un argomento pesante con leggerezza e intelligenza così il messaggio arriva. Bella la regia e anche interessante l’uso della camera car che dà il tocco professionale in più. Magari ecco, non tutti gli attori di contorno sono da urlo ma va bene vivaddio è un corto.
Diego Carli

Mi piace la cura nello studio del personaggio: la degenerazione del suo sguardo, man mano che si avvicina all’ abisso. Notevole la scelta mai scontata delle inquadrature ed il ritmo del montaggio.Si capisce subito che non c’è nulla di lasciato al caso in questo cortometraggio: ci trovo diversi livelli di riflessione, diverse profondità: a scelta personale.
Paola Depero

Splendido corto, che ha l’autenticità di un film e sfugge alle macchiette della sitcom. Un film che affronta con leggerezza (leggerezza, non banalità) una vera e propria piaga sociale. Spero che abbia la circolazione più ampia.
Davide Crestani

Un film geniale, per nulla banale! Fino al decimo minuto credevo che quella voce così sexy e attraente appartenesse alla barista.. e invece no!! Ecco cosa prova chi è intrappolato nel gioco d’azzardo: come una bella donna, che ti attrae, ti ispira, ti tenta, alla quale non sai dire di no.
Teresa Mariotti 

Un film girato molto bene, bella l’idea originale e ottimo equilibrio tra ironia e tematica principale.
Giovanni Zola

Un film che dovrebbe essere trasmesso nelle scuole e sulle reti locali/nazionali negli orari più opportuni ovvero quando anche i bambini possono vederlo e chiedere spiegazioni.
Franco Piva 

Il corto è stato realizzato da uno fra gli autori comici migliori ed originali dei nostri tempi… guardatelo perché la chiave del racconto è originale e lo storyboard ricorda alcuni capolavori di Troisi e Nuti.
Valerio Zanghellini